Advertisement

Non è iniziato sicuramente sotto i migliori auspici, almeno per ciò che concerne gli stabilimenti del sud Italia, il nuovo percorso aziendale di Stellantis, il gruppo che ha inglobato FIAT/FCA e altri giganteschi brand mondiali dell’automotive. Infatti sono settimane di preoccupazione quelle che stanno vivendo i lavoratori dell’impianto produttivo di Melfi (PZ), storico stabilmento del meridione, dove si producono vetture come la Jeep Compass e la Fiat 500 X. I lavoratori (in gran parte della Basilicata e della Puglia) sono da 17 settimane consecutive in Cassa Integrazione Covid e da poco i vertici di Stellantis hanno deciso di prolungare ulteriormente questo stato di raffreddamento fino al 12 aprile, con l’eventualità di proroga fino al 2 maggio.

Sulle motivazioni di questa scelta pesa inevitabilmente la situazione pandemica che ha totalmente bloccato il mercato delle autovetture. Dai sindacati però hanno parlato anche dell’impossibilità di reperire la componentistica che proviene in larga parte dalla Cina. Questo mancato approvvigionamento fa pensare che ci sia dell’altro, ovvero che possa essere in atto una strategia più ampia di riorganizzazione che potrebbe gravere sui siti produttivi tradizionali, tra cui quello di Melfi appunto. Ecco perché i sindacati del settore hanno iniziato ad alzare le barricate e a richiedere d’urgenza un incontro con i vertici di Stellantis. Dopo una prima missiva di FIM CISL, UILM, FISMIC e UGL, la dirigenza del gruppo ha convocato le rappresenanze sindacali a Torino per la data del 15 aprile. In questa sede si conosceranno ulteriori dettagli su questa procedura di raffreddamento.

Advertisement

Il tema è giunto anche sugli scranni della politica nazionale, con l’onorevole Michele Bordo (PD) che ha chiesto di allargare il tavolo includendo il Governo. “Sono comprensibili le preoccupazioni dei lavoratori in stato di agitazione dello stabilimento di Melfi dopo la decisione di Fca/Stellantis di avviare un’ulteriore richiesta di cassa integrazione per il periodo 12 aprile-2 maggio. I lavoratori stanno già oggi pagando un prezzo molto alto. Per questo è necessario che gli vengano date al più presto rassicurazioni sul futuro. È importante che il governo convochi quanto prima un tavolo con tutti i ministri interessati, i vertici dell’azienda e le organizzazioni sindacali per un serio confronto sul piano industriale del Gruppo al fine di scongiurare ogni ipotesi di chiusura e salvaguardare i posti di lavoro”.

Advertisement