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In inverno è davvero molto comodo accendere i riscaldamenti direttamente dallo smartphone, prima di tornare a casa, per trovare il giusto tepore, una volta rincasati. Oppure cambiare canale alla tv con la propria voce, senza doversi alzare dal divano per cercare il telecomando. Queste sono soltanto alcune delle cose che si possono fare all’interno di una “smart home”, ovvero una casa intelligente e iperconnessa, improntata alle innovazioni tecnologiche più recenti. I dati di diffusione della domotica fanno ben capire quanto questa tendenza si stia radicando negli usi e costumi degli italiani. Infatti, secondo una stima di GFK – riportata da Immobiliare.it –  la spesa dedicata a questo settore sarebbe cresciuta del 17% nell’ultimo anno. La tecnologia, dunque, dopo aver invaso le nostre vite, non poteva non invadere anche lo spazio dove le nostre vite si realizzano, ovvero le nostre case, a maggior ragione in tempi di pandemia e isolamento. Oggi risulta ormai sdoganato il concetto di “domotica” ovvero quella scienza che si occupa di applicare l’informatica e l’elettronica alle abitazioni per renderle più moderne ma anche più confortevoli.



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Si tratta di una disciplina che si sta diffondendo sempre più nell’ambito delle nuove costruzioni, ma anche come adattamento e miglioria per gli edifici più datati. Un grande impulso verso questa trasformazione tecnologica delle case è dato anche dai bonus governativi per i lavori di efficientamento energetico. Infatti, grazie ad Ecobonus e Superbonus è sempre più facile dotarsi di infissi che si aprono e si chiudono attraverso un comando dello smartphone, di caldaie intelligenti che mantengono stabili le temperature degli ambienti (anche per singola stanza) e di veri e propri software che monitorano il profilo energetico della casa, da tutti i punti di vista. Ma è un semplice vezzo tecnologico o c’è anche una certa utilità?



Sicuramente l’automazione di un edificio porta a migliorare la qualità della vita, rendendola maggiormente confortevole. I sistemi di automazione attuali si basano su attuatori che richiedono poco spazio e che non alterano l’estetica degli spazi in cui vengono istallati. Va considerato però che, in un mondo in cui ci si iscrive in palestra per perdere qualche chilo, non è sempre un vantaggio la limitazione dello sforzo fisico. Il rovescio della medaglia però riguarda senza dubbio una serie di facilities che possono agevolare la vita di persone anziane o diversamente abili, in quanto tutto diventa più accessibile. Basti pensare alla possibilità di aprire le persiane senza doversi sporgere, oppure una finestra da tetto o semplicemente un serramento non facilmente raggiungibile, o anche srotolare ed arrotolare tutte le tapparelle della casa con un semplice click, così come azionare un riparo a seguito di una pioggia improvvisa senza il rischio di bagnarsi. Va considerato anche l’aspetto del risparmio energetico che è sicuramente il tema più importante di tutta questa trasformazione in atto.

A tutto questo si aggiunge chiaramente anche il settore della sicurezza. In una sorta di universo distopico del Grande Fratello divenuto realtà, le nostre abitazioni risultano essere sempre più invase da telecamere guidate da remoto. L’abbinamento di sistemi di sicurezza antitrusione ed antieffrazione all’automazione è indubbiamente un altro beneficio. Una finestra con chiusura automatica può essere dotata di un sensore magnetico responsabile del monitoraggio e della comunicazione dello stato della finestra, aperta o chiusa, che avvisa in caso di passaggio di un corpo estraneo. I sensori di movimento mandano delle notifiche agli smartphone che avvisano gli inquilini di possibili pericoli all’interno dello spazio sorvegliato.

Naturalmente il requisito imprescindibile per tutte queste tecnologie abbinate alla casa è la presenza di una rete internet WI-FI piuttosto stabile. Infatti, il sistema di utilizzo di tutti i device della domotica chiaramente non può funzionare senza una buona rete che possa supportare tutti i dispositivi. Nell’epoca dell’implementazione infrastrutturale della rete 5G la casa risulta essere un vero e proprio terminale di connessione che gestisce tutto via etere. Poi c’è la diffusione dei dispositivi di controllo vocale commercializzati da Google e da Amazon (Alexa, Echo Dot, ecc) che risulta essere un altro acceleratore. Con questi dispositivi è superfluo addirittura maneggiare lo smartphone per muovere gli oggetti in casa. Basta pronunciare una parolina magica all’indirizzo del microfono incorporato che questi eseguono in autonomia il comando, mandando un segnale al terminale cercato. I detrattori diranno che, in questo modo, tutto ciò che succede in casa sia nelle disponibiltà di un server sconosciuto. Ma vuoi mettere la comodità di spegnere la luce, per andare a dormire, senza doversi alzare dal letto?

A cura di Francesco Gasbarro



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