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La pandemia ha profondamente cambiato le abitudini d’acquisto degli italiani, accelerando la trasformazione digitale delle imprese e aumentando la presenza online dei cittadini di tutte le fasce di età, non solo tra i più giovani. Durante il lockdown, ben il 64% degli italiani si è avvicinato per la prima volta all’e-commerce, contro una media europea del 55%. E insieme al food la moda ha assunto un ruolo di primo piano.



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L’era Covid ha spostato verso lo shopping online di abiti, calzature e accessori l’8% degli italiani, portando la quota di consumatori che fanno abitualmente acquisti in rete al 30% del totale. E la tendenza a comprare attraverso le piattaforme digitali delle aziende della moda sembra essere irreversibile. Il 10% continuerà ad evitare gli esercizi commerciali fisici, il 27% in futuro si dirigerà sempre di più verso il web. Tali tendenze comporteranno per le imprese investimenti sulla digitalizzazione con l’acquisizione di piattaforme per l’e-commerce, prevedendo, anche una applicazione per lo smartphone, che è ormai il device maggiormente utilizzato per gli acquisti.

La moda sarà in cima alle preferenze anche al termine dell’emergenza sanitaria, a conferma del fatto che la strada sembra tracciata. Il 30% continuerà a privilegiare l’abbigliamento, seguito dai prodotti per la casa e dall’elettronica. Tutto facendo tesoro della brand reputation delle maison. La stragrande maggioranza degli italiani (65%) controlla infatti le recensioni online dei clienti che hanno già utilizzato il servizio prima di procedere all’acquisto. Durante la pandemia è stato rilevato anche il boom del modello click&collect, con un incremento annuale del 349%, un sistema sempre più utilizzato dai consumatori che consente di acquistare online e ritirare presso un punto vendita fisico. Lo sviluppo dei servizi digitali ha interessato tutti i comparti, dalla telemedicina al marketing online, con una richiesta in crescita da parte delle imprese di professionisti in possesso di nuove competenze. In particolare, è atteso un forte incremento in alcuni ambiti come il food&grocery (+56%), l’home living e l’arredamento (+30%) e l’abbigliamento online (+21%). Rialzi considerevoli sono previsti anche per le vendite su internet di elettronica di consumo (+18), con un deciso aumento anche per l’editoria online (+16).



È innegabile che, nel corso della pandemia, il digitale abbia giocato un ruolo chiave, e quanto sia emerso l’elevato livello di arretratezza del nostro Paese in termini di digitalizzazione e di perdita di produttività registrata negli ultimi anni. Quello che è ormai chiaro è che per assicurare produttività e rimanere competitivi, risultano imprescindibili investimenti mirati in tecnologie all’avanguardia, innovazione e formazione. La spinta alla trasformazione digitale del Paese è uno tra gli obiettivi previsti dalle riforme del PNRR che coinvolge pubbliche amministrazioni e imprese: un ruolo chiave sarà giocato dal piano Transizione 4.0, tra misure a sostegno degli investimenti e creazione di competenze.

A cura di Valentina Apicella



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