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Gli impianti sportivi avranno molta attenzione nel PNRR. C’é un aspetto, scaturito da questo lungo periodo di chiusure della pandemia, che sta proponendosi in maniera significativa, ed è una maggiore attenzione al benessere. Da qui una richiesta di maggiori e migliori servizi sportivi e un riassetto urbano adeguato perché tutti vogliono fare sport e farlo nel bello. Il vecchio sistema organizzativo, sia societario che impiantistico, si sta mostrando in tutta la sua inadeguatezza. É stato frantumato dagli ultimi avvenimenti, a partire da marzo 2020 e, quindi, bisogna pensarne un altro che risponda a nuove esigenze.

Lo sport per ridurre l’impatto sul sistema sanitario

Nove italiani su dieci fanno qualche attività sportiva o compiono movimenti, nel corso della giornata. Gli investimenti, in questo settore dicono che il ritorno per il Servizio Sanitario Nazionale è di 4 a 1 (per ogni euro investito se ne risparmiano 4 come prestazioni e servizi di assistenza). L’attività sportiva e lo sport in genere, continuano a rappresentare un ottimo veicolo pubblicitario per chi ha in mente di massimizzare tali investimenti. Lo sport resta un veicolo comunicativo ottimale che coinvolge con i messaggi di salute, lealtà, amicizia e successo.

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L’idea di “sport diffuso”

In questo momento le maggiori energie intellettuali e professionali si stanno investendo in tutto ciò che conduce alla realizzazione pratica del sistema di “sport diffuso”. Non solo le strutture predisposte ad accogliere attività sportive si riqualificano ma si rigenerano e si ottimizzano luoghi adatti per fare sport. Il paesaggio diventa lo scenario naturale per praticare sport. Il clima, il mare, il fiume, il lago, il parco, qualsiasi luogo può rappresentare “l’impianto migliore” per un tale sport, in una determinata stagione. Nella stessa direzione vanno, anche, gli investimenti per gli impianti, nuovi o già esistenti e da ristrutturare, non più monotematici ma multidisciplinari. Una palestra, in un piccolo paese, dovrà essere anche campo da pallacanestro, campo da tennis, campo da pallavolo ecc.

La sostenibilità delle strutture sportive, arriva il PNRR

Ma sono poche le strutture che possono autofinanziarsi. Persino i grandi impianti per il calcio, sia pure dotati di altre attività e attrattive, non rappresentano sempre una fonte di business. L’investimento diventa troppo oneroso e i Comuni non sempre hanno fondi per partecipare alla loro realizzazione o gestione e mantenimento. Lo sport diventa, quindi, un aspetto sociale che rientra tra i tanti diritti da inserire nella nostra Carta Costituzionale. Questo perché lo sport consente all’individuo di realizzare la propria persona nella società. Per tutti questi motivi gli impianti sportivi avranno un ruolo preminente nei progetti del PNRR (le missioni sul sito di Italia Domani).

Verso una nuova cultura dello sport

Bisognerà creare una nuova cultura del movimento sportivo che affianchi alla valorizzazione dei talenti, ogni azione che incoraggi tutti a praticare uno sport. A questo riguardo ci sono già iniziative a favore dei Comuni perché accolgano figure di tutor, per la valutazione di interventi migliorativi delle strutture. Serve anche la stesura di richieste di contributi economici, evitando ogni possibile sfruttamento edilizio, ed insegnanti/esperti che indichino i benefici ed indirizzino chiunque verso l’attività fisica più consona alle proprie possibilità. Privilegiati saranno i piccoli paesi e le zone periferiche delle città che costituiscono la vera spina dorsale del movimento sportivo nazionale. Nel PNNR sono stati previsti 700milioni di euro da investire per la valorizzazione e riqualificazione delle aree potenzialmente interessate, esistono già bandi rivolti ai Comuni per la richiesta di finanziamenti a tale scopo. Per ovviare a problemi, talvolta verificatisi in passato, si pensa con sempre maggiore insistenza ad un’unica cabina di regia che coordini tutta la fase sia progettuale che realizzativa. […]


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A cura di Antonio Caivano

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