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INTERVISTA A VIRGILIO CAIVANO – La parola d’ordine per la ripartenza dell’economia e per dare una svolta green all’economia in Italia oramai sembra essere “Sostenibilità”. In questa direzione va il progetto futuristico di rifondare le nostre città fondandole su un principio di autosufficienza energetica proveniente da risorse rinnovabili ed ecosostenibili. Nascono così le comunità energetiche che diventano immediatamente attuabili in piccoli contesti come i borghi dell’appennino. Piccoli Comuni, che combattono con la difficoltà di sopravvivere, ma che oggi hanno la grande chance di rinascere grazie a questa idea di auto sostenibilità energetica.

E di comunità energetiche rinnovabili, borghi di qualità e futuro dei piccoli Comun ne parliamo con Virgilio Caivano, Delegato ai rapporti Parlamentari dell’Associazione SVIMAR, un uomo da sempre in prima linea nella difesa dei Piccoli comuni Italiani, tra i promotori delle leggi speciali che regolamentano la vita in questi piccoli centri sparsi in tutta Italia.

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Dottor Virgilio Caivano, innanzitutto spighiamo cos’è la SVIMAR e quale mission si è data

SVIMAR è la prima associazione interregionale del Sud: Puglia, Campania, Basilicata e Calabria, con sede nel palazzo della Provincia di Potenza. La sua mission è la possibilità di offrire il primo vero pilastro sociale alle Regioni Meridionali per l’attuazione del PNRR come prevedono le misure comunitarie. Al centro dell’impegno di SVIMAR lo sviluppo delle Aree Interne dell’Appennino e quello dei piccoli Comuni italiani.

Le CER (Comunità Energetiche Rinnovabili) possono dare un contributo fattivo per la crescita dei piccoli Comuni e dare una risposta seria alla produzione energetica come detta il PNRR?

La sfida energetica fa tremare le vene ai polsi e come stiamo vedendo in questi giorni è una sfida planetaria. Le CER non sono una nostra invenzione, in Danimarca e Olanda da oltre due decenni funzionano alla grande. Le comunità energetiche sono uno stile di vita, una filosofia economica che si basa sulla condivisione di una ricchezza che diventa patrimonio comune. In questi mesi ho avuto modo di seguire da vicino tutto l’iter di CER avviate da piccoli Comuni meridionali come Biccari, Roseto Valfortore, Tito, Oliveto Citra, Sant’Arcangelo, solo per citare alcuni Comuni. In queste realtà le popolazioni stanno imparando a mettere in comune le proprie risorse, il proprio tempo, i propri saperi per realizzare una comunità solidale anche dal punto di vista energetico. […]


Continua a leggere a pag. 27 del magazine

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