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“La ministra del Lavoro dice che non serve una legge sul salario minimo. A lei e al governo vorrei ricordare che ci sono tre milioni di lavoratrici e lavoratori poveri in Italia e che questo governo non può non capire che sotto una certa soglia non si può parlare di lavoro ma è sfruttamento. La proposta delle opposizioni rafforza la contrattazione collettiva perché fa valere per tutti i lavoratori di un settore la retribuzione complessiva prevista dal contratto comparativamente più rappresentativo. E fissa anche una soglia di 9 euro l’ora, sotto la quale non si può scendere nemmeno nella contrattazione. Questo per garantire una giusta retribuzione anche dove la contrattazione non c’è o dove è fatta da contratti pirata”. Lo afferma in una nota la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein.

Le opposizioni lanciano una petizione sul salario minimo

“È stata una giornata importante quella di ieri per tutti e tutte coloro che credono nel rilancio del Partito democratico come grande soggetto di ricostruzione del campo progressista. Da una parte la proposta di salario minimo a 9 euro l’ora, a cui abbiamo lavorato per settimane e che ci vede ora firmare lo stesso testo con M5S, Azione, Alleanza Verdi e Sinistra e +Europa. Dall’altra il lancio della consultazione che ci porterà in autunno a scrivere un Piano casa nazionale all’altezza delle sfide del presente e del futuro del nostro Paese.
L’estate militante del PD parte da qui, proponendo la nostra idea di Paese”. Lo dichiara in una nota Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del Pd e responsabile Terzo Settore.

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Un contrasto alle diseguaglianze

Le fa eco su Twitter Marco Furfaro, responsabile Contrasto alle disuguaglianze e Welfare nella segreteria PD: “Meloni cancella il fondo affitti e mette a rischio sfratto 630mila famiglie italiane; cancella il reddito di cittadinanza e lascia 400mila famiglie in povertà senza aiuti e senza nessuna politica attiva per il lavoro; estende voucher e precarietà. Noi, con le altre forze di opposizione, proponiamo un salario minimo perché non ci sia più sfruttamento sul lavoro. E un piano casa perché non vi siano più persone senza un tetto. Questa è la differenza tra la retorica ipocrita e insopportabile della destra e chi ha a cuore l’Italia e gli italiani”.

Salario minimo e contrattazione collettiva

“Con la proposta presentata dal Pd insieme alle altre forze di opposizione si valorizza la contrattazione collettiva e si contrasta il lavoro povero, garantendo un salario minimo sotto il quale non si può andare. Con il percorso per il Piano Casa Nazionale abbiamo indicato un’altra emergenza sociale. In molte città italiane, come hanno chiaramente affermato i Sindaci e le associazioni intervenute, il tema dell’abitare tocca fasce sempre più ampie di popolazione, famiglie, giovani coppie, studenti universitari”, interviene Marina Sereni, responsabile Salute nella segreteria PD.

La mobilitazione delle opposizioni

“Nell’ultima settimana: mobilitazione per la sanità pubblica, battaglia senza senza se e senza ma contro il Decreto precarietà, impegno per unire le opposizioni sul salario minimo, presentazione del Piano casa. Per chi è in buona fede, ora sarà ben chiara la nuova agenda del Pd.”
Così su Twitter Alfredo D’Attorre responsabile Università in segreteria PD.

“Ripartire dai bisogni concreti”

“Ripartire dai bisogni concreti delle persone in un contesto economico critico, peggiorato dalle scelte del Governo Meloni: questo lo scopo del Pd che ha già lanciato, in questi giorni, due sfide centrali. L’introduzione del salario minimo e un piano per il diritto all’abitare. Su questo terreno di avanzamento dei diritti di lavoratori e lavoratrici e sul contrasto alle disuguaglianze dobbiamo sfidare una maggioranza in stato confusionale. Una rotta totalmente sbagliata che dobbiamo cercare di correggere con tutte le nostre forze”. Interviene Camilla Laureti, eurodeputata del Pd e responsabile dem per le politiche agricole.

Un atto di responsabilità contro la povertà

“La proposta di salario minimo è un atto di responsabilità per contrastare povertà, diseguaglianza, esclusione sociale e garantire maggiori diritti sul lavoro. E’ una misura di contrasto alla criminalità organizzata, un provvedimento che allontana la forza delle organizzazioni criminali che in tanti territori, dal nord al sud, utilizzano sacche di povertà per mettere in atto il loro welfare criminale per ottenere consenso e per controllare il territorio”, lo dichiara in una nota la senatrice Vincenza Rando, responsabile legalità, trasparenza e contrasto alle mafie della Segreteria Nazionale del Partito Democratico, che aggiunge: “Fare politica vuol dire partire dai bisogni e dalle speranze delle persone. Ed è nostro compito,con l’etica della responsabilità, con percorsi e proposte concrete e credibili, andare incontro a questi bisogni e speranze”, conclude la senatrice Rando.

I diritti fondamentali da garantire

“Casa e lavoro sono due diritti fondamentali e costituzionali, non privilegi riservati a pochi, e sono alla base per ogni vita dignitosa. Per questo abbiamo voluto lanciare la nostra estate militante, ponendoci in maniera propositiva rispetto a ciò che crea disuguaglianze sociali per milioni di persone. Il lancio di un piano nazionale per la casa e la proposta per il salario mininimo, sottoscritta dalle forze politiche di opposizione, ci permetteranno così di andare incontro ai bisogni più sentiti dalle persone e caratterizzarci rispetto alle destre al potere”. Così Marwa Mahmoud, responsabile Partecipazione e Formazione politica.

La battaglia del Partito Democratico

“Noi del Partito democratico ci battiamo per l’abolizione dei voucher, lo sfoltimento della giungla dei contratti, la trasparenza delle condizioni di lavoro, tutele universali per tutti i lavoratori, dipendenti e autonomi. A partire dal riconoscimento della giusta retribuzione chiesta dalla nostra Costituzione. Per questo, con le altre opposizioni, abbiamo presentato un disegno di legge che sancisce che la retribuzione dei lavoratori è quella stabilita dai contratti delle organizzazioni veramente rappresentative, non di quelle pirata, e che fissa comunque una retribuzione minima sotto la quale non si può mai andare”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, Responsabile Lavoro del Partito Democratico.

Comunicato Stampa

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