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David Barral è un calciatore dell’Internacional de Madrid, squadra che milita nella seconda lega spagnola, ma non è questa la sua particolarità. Barral passerà alla storia come il primo calciatore di un campionato professionistico che è stato pagato in Bitcoin, la criptovaluta più famosa al mondo. Il pagamento, avvenuto grazie alla partnership con Criptan, segna il definitivo sdoganamento dei Bitcoin sul panorama mondiale. Ma dove è destinata ad arrivare questa formula di valore? È una bolla speculativa o è davvero il futuro delle transazioni economiche globali? Per comprenderlo bisogna sapere come e quando prende il via questo percorso. Gli inizi di “Bitcoin” sono celati da un alone di mistero che rendono il tutto ancora meno cristallino ma anche più affascinante. Infatti, questa valuta dematerializzata ha fatto il suo esordio nel 2008, ma non si sa bene da quale mente (o da quali menti) sia stata partorita. Si pensa che sia il frutto del lavoro di un team oppure di una sola persona nota sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. La valuta ha iniziato a essere utilizzata nel 2009, quando la sua implementazione è stata rilasciata come software open-source e da allora ha avuto un incremento di valore senza precedenti, un valore che oggi si attesta a circa 48.000 Euro per singolo Bitcoin.


LA DIFFUSIONE E IL FUNZIONAMENTO. È impensabile che una valuta digitale abbia avuto una diffusione così rapida, in tempi così brevi. Ma come è potuto accadere questo? Sicuramente perché i possessori di Bitcoin hanno degli indubbi vantaggi. Primo e innegabile vantaggio è la libertà con la quale effettuano le transazioni. Non è scontato, ma a differenza di come siamo abituati con le attuali banche, utilizzando i Bitcoin i pagamenti sono istantanei e non prevedono limiti di somma. E questo comporta anche un’altra particolarità, visto che non interviene nessun ente esterno, ad esempio una banca o un ente regolatore e non è previsto nessun costo di commissione. Infatti, Bitcoin è una valuta decentralizzata, senza una banca centrale o un unico amministratore, che può essere inviata da utente a utente sulla rete bitcoin peer-to-peer senza la necessità di intermediari. Le transazioni vengono verificate dai nodi di rete tramite crittografia e registrate in un registro pubblico chiamato blockchain. I bitcoin vengono creati come ricompensa per un processo noto come mining. Possono essere scambiati con altre valute, prodotti e servizi.  Da questa impostazione ne è derivata una diffusione senza precedenti, infatti già nel 2017 si stimavano dai 2,9 a 5,8 milioni di utenti unici con un portafoglio di criptovaluta, la maggior parte dei quali utilizzava proprio Bitcoin.

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RISVOLTI NEGATIVI E CAMBIAMENTI.  Bitcoin è stato criticato per il suo utilizzo in transazioni illegali, per la volatilità dei prezzi e i furti dagli scambi. Alcuni economisti l’hanno definita una bolla speculativa in vari momenti, soprattutto durante le impennate di valore. Bitcoin è stato anche utilizzato come investimento, sebbene diverse agenzie di regolamentazione abbiano emesso avvisi per gli investitori sul bitcoin. Si pensa, infatti, che Bitcoin possa essere veicolo di movimenti illeciti, in quanto appunto non ci sono organismi regolatori, come quelli tradizionali che conosciamo sul denaro materiale. Ma, nonostante questo, anche la criptovaluta, dopo aver fruttato le fortune di alcuni arguti “scommettitori”, si sta trasformando in qualcosa di tangibile. Infatti, nel mondo, sono sempre più diffusi gli ATM per i Bitcoin, dei luoghi dove è possibile vendere e comprare in tempo reale delle criptovalute. In questi sportelli si possono effettuare le operazioni con la valuta corrente e questo di fatto fa venire meno uno dei presupposti del successo stesso del denaro digitale. Nelle città metropolitane, come Praga ad esempio, questi sportelli sono ormai all’ordine del giorno. Sono meno diffusi ma ce ne sono anche in Italia, soprattutto in alcune aree del nord. Nel Belpaese sarebbero almeno 33 gli ATM di monete digitali, secondo i dati forniti da coinatmradar.com, a testimonianza che anche le criptovalute stiano cambiando pelle, in un certo senso.

Al netto dei suoi cambiamenti, però, non si arresta il fenomeno di crescita delle criptovalute. A certificarlo c’è l’esoso investimento di Elon Musk, uno che sa ben fiutare i potenziali exploit. Il patron di Tesla e di tante altre aziende di successo ha investito, proprio attraverso Tesla, la bellezza di 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin, facendo aumentare il valore della moneta del 20% in pochissimi giorni. Lo stesso imprenditore ha annunciato che sarà possibile acquistare le Tesla in Bitcoin. Di questo passo, visto il concomitante interesse del visionario sudafricano a popolare Marte in tempi brevi, potremmo immaginare uno scenario in cui Bitcoin diventi la prima moneta a regolare le transazioni tra Pianeti, in un futuro mai così vicino.

A cura di Francesco Gasbarro



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