Advertisement

La Riforma fiscale nella Manovra di Bilancio viene finanziata con 8 miliardi, mentre le misure vere e proprie per il taglio IRPEF a favore dei redditi medio-bassi, la riduzione del cuneo fiscale e l’intervento sull’IRAP vengono rimandate al dibattito parlamentare. Ne parliamo con l ‘On. Francesca Troiano (Commissione Finanze alla Camera dei Deputati).

L’idea di Francesca Troiano sul raporto tra fisco e cittadino

«È necessaria una perequazione tra il cittadino e il Fisco. Ogni cittadino che produce reddito deve pagare una imposizione fiscale a dir poco eccessiva. A prescindere dell’aliquota IRPEF che è compresa dal 27% al 43% in base al reddito, bisogna aggiungere la imposta addizionale comunale, l’addizionale reginale e l’IRAP. In altre parole la tassazione per alcuni redditi potrebbe arrivare al 47%.

Advertisement

I ritardi nei pagamenti e i rimborsi

Per il ritardo del pagamento dei rimborsi non sono previsti a carico del fisco le sanzioni – continua l’On. Francesca Troiano – Da ciò non possono che rilevarsi delle incongruenze: sproporzione tra gli interessi richiesti al contribuente e interessi da rimborso; sanzioni solo a carico del contribuente ed oltretutto eccessive; agio e oneri di riscossione elevatissimi. È necessario mettere sullo stesso livello, il fisco e il cittadino-contribuente e riformare l’aggio (come più volte sollecitato dalla Corte costituzionale, da ultimo con la sentenza n. 120/2021), per esempio consentendo al contribuente di poter pagare in banca indicando uno specifico codice tributo.

Gli interessi e la diseguaglianza da eliminare

Relativamente agli interessi la disuguaglianza doveva essere eliminata da un decreto che si sarebbe dovuto approvare nel mese di gennaio del 2016. Trattasi dell’articolo 13 del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159, in vigore dal 22 ottobre 2015. Il decreto doveva fissare una misura unica di interessi per il versamento, la riscossione e i rimborsi di ogni tributo doveva essere emanato entro il 20 gennaio 2016. Per il momento, visto che il decreto tarda ad arrivare, continuano ad essere applicate le misure vigenti in tema di interessi, che sono di diversa misura e, di norma, favoriscono il Fisco, penalizzando i contribuenti.

Detto decreto determinava una misura unica, di interessi da applicare compresa nell’intervallo tra lo 0,5 per cento e il 4,5 per cento, determinata con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze. Premesso tutto quanto sopra è opportuno uguagliare i tassi di interesse, ridurre notevolmente la sanzione del 30%, portandola all’8%, eliminare e/o ridurre l’agio portandolo all’1% con un tetto massimo ed è necessaria la eliminazione totale degli interessi e delle sanzioni per i mancati pagamenti dovuti ai casi di forza maggiore regolarmente comprovati».

“L’Italia ha bisogno di una riforma fiscale forte”

L’Italia ha estremo bisogno di una riforma fiscale forte, di carattere liberale e chiaramente europeista. Un sistema fiscale europeo, omogeneo, sostenibile, rispettoso della crescita e dello sviluppo. Una tassazione che rispetti cittadini e imprese nella loro dignità; dove il cittadino e l’imprenditore non sono “delinquenti “ a prescindere . Uno Stato liberale e non di polizia fiscale.

Continua a leggere il magazine

Advertisement