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La “mission” di Mario Draghi di abbassare le tasse alle imprese e alle persone fisiche continua. Il Governo ha praticamente deciso sul taglio dell’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) e dell’Irap (Imposta Regionale sulle Attività Produttive). L’accordo tra le forze di maggioranza riguarda gli 8 miliardi di euro disponibili per il taglio delle tasse dal 2022: 7 andranno al taglio dell’Irpef e 1 al taglio dell’Irap.

Il taglio dell’Irpef e dell’Irap

La riforma di queste tanto vituperate imposte consiste in una riduzione delle aliquote Irpef da 5 a 4 e nella rimodulazione degli scaglioni; in aggiunta sono previste delle detrazioni e una no tax area finalizzate ad alleggerire il prelievo Irpef, in particolare per i redditi medi. Il taglio dell’Irpef resterà pressoché invariato rispetto al primo schema presentato dal Governo. Il peso fiscale si può alleggerire per i redditi medi, facendo sparire lo scaglione al 41% tra 55.000 e 75.000 euro. Questo scaglione sarà riassorbito direttamente nell’aliquota al 43%. L’aliquota del 38% scenderà al 35%e l’aliquota del 27% al 25%. Resterà, sempre secondo questa ipotesi di accordo, l’aumento delle detrazioni e della no tax area limitato ad autonomi e pensionati.

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La platea dei beneficiari

La decisione di intervenire sull’imposta per le persone fisiche, e non sul cuneo fiscale come chiesto da più parti, avrà delle ricadute su un numero maggiore di contribuenti. In questo modo, infatti, si agisce su tutti coloro che versano l’Irpef e che invece sarebbero stati esclusi dalla riduzione del costo del lavoro. Tale schema avrebbe lasciato fuori dal taglio delle tasse alcune categorie, come ad esempio i pensionati. Per ‘compensare’ chi in teoria dovrebbe pagare di più (i redditi tra 55.000 e 75.000 euro) sono stati annunciate anche delle piccole modifiche sulla no tax area. I prossimi passaggi prevedono un nuovo incontro al Mef tra il ministro dell’Economia Daniele Franco ed i rappresentati delle forze di maggioranza, che dovranno chiudere l’intesa. Che poi sarà tradotta in un emendamento alla legge di bilancio 2022.

Addio al “Bonus Renzi”

Secondo quanto si apprende, con la riforma dell’Irpef salta il bonus di Renzi di 80 euro (diventati poi 100). Dal 2022 il credito Irpef riconosciuto dal datore di lavoro direttamente al lavoratore sarà riassorbito. Gli interventi concordati sono strutturali e verranno poi definiti anche nell’ambito della delega fiscale. L’ex vice ministro delle Finanze del governo Renzi, Enrico Zanetti, e commercialista di professione, prevede che il passaggio a 4 aliquote determinerà un risparmio massimo di 920 euro ai contribuenti con reddito imponibile lordo di 50 mila euro”. Sotto quella soglia di reddito, spiega Zanetti, “i risparmi saranno inferiori e crescenti; sopra saranno inferiori e decrescenti fino a stabilizzarsi a 270 euro a partire da 75 mila euro di reddito imponibile lordo in poi”.

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