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La questione delle intimazioni di pagamento dell’Agenzia Riscossione senza i termini e l’Autorità per fare ricorso arriva alla Presidenza della Repubblica grazie agli esposti di Movimento Consumatori. Come anticipato dal suo Vice Presidente nazionale, il Dott. Bruno Maizzi, “tutto è partito nelle settimane scorse durante un convegno a Lecce dove si è parlato di mancanza di dialogo tra cittadini e Pubblica Amministrazione (si veda articolo del 19.04.2022: https://www. affaritaliani.it/rubriche/fisco_dintorni/ mov-consumatori-milioni-di-tasse-illegittime-791714.html).

Intimazioni di pagamento, le notazioni dell’associazione Consumatori

In quell’occasione ci ha molto colpito l’intervento dell’Avv. Matteo Sances in merito alla mancanza di informazioni fondamentali all’interno delle intimazioni di pagamento e abbiamo chiesto alle nostre sezioni territoriali di verificare quanti contribuenti si sono rivolti a noi quando i termini per impugnare gli atti e i risultati sono stati veramente allarmanti.

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Il diritto ad impugnare l’atto

Ricordo ancora una volta che le intimazioni di pagamento, come gli altri atti esattoriali, devono essere impugnati entro termini perentori che possono variare da 60 a 20 giorni dalla notifica a seconda del tipo di pretesa (per esempio se si tratta di imposte, contributi o sanzioni) e del tipo di contestazione del contribuente. Ovviamente, se i predetti termini non vengono indicati nelle intimazioni e il contribuente li fa scadere egli non avrà più la possibilità di rivolgersi al giudice competente.

“Tutto ciò è profondamente ingiusto”

“Tutto ciò è profondamente ingiusto. Ecco perché la scorsa settimana, grazie anche al supporto dell’Avv. Sances, abbiamo segnalato la questione al Presidente della Repubblica e al Ministro dell’Economia”. Interviene anche il Dott. Antonio Sorrento, Presidente di Partite Iva Nazionali (PIN) che insieme a Mov. Consumatori hanno scritto alle istituzioni, per segnalare che “La mancata indicazione di informazioni fondamentali all’interno delle intimazioni di pagamento può creare gravi disagi ai contribuenti. È chiara dunque l’urgenza di modificare tali atti, in modo da garantire a tutti i contribuenti il proprio diritto di difesa.

Le prossime mosse dell’Associazione consumatori sulle intimazioni di pagamento

Ma non solo. Nelle prossime settimane saremo presenti – insieme ai dirigenti di Movimento Consumatori e a illustri commercialisti e avvocati – a Milano per un convegno organizzato dal Dottore Commercialista Marcello Guadalupi e da MilanoPercorsi proprio a sensibilizzare professionisti e imprese su questa questione. Nel frattempo invito tutti i contribuenti a controllare costantemente la propria posta elettronica certificata, in modo da verificare in maniera tempestiva eventuali richieste erariali”.

A cura di Bruno Maizzi

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