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Ogni qualvolta ci si avvicina ad una manifestazione sportiva, specie se le olimpiadi, le aspettative sono tante sia da parte degli atleti che delle varie Federazioni rappresentate dal CONI. Anche quest’anno in occasione delle Olimpiadi di Tokyo 2020 svoltesi tra luglio e agosto non ci si è sottratti a questa regola anche se le discipline dalle quali si aspettavano risultati importanti erano sempre le stesse e su tutte la scherma che tante soddisfazioni ci ha dato in passato, quasi una garanzia, la lotta, il sollevamento pesi, il nuoto, la ginnastica artistica ed altre discipline che difficilmente conquistano la prima pagina dei quotidiani sportivi e non durante l’anno.


Sperare in una medaglia nell’atletica eggera, definita la regina delle discipline olimpiche, rientrava tra i sogni proibiti. Speranze di medaglia si nutrivano per il salto in alto con Gianmarco Tamberi, si sperava che Federica Pellegrini coronasse il sogno delle 5 finali olimpiche nella specialità dei 200 stile libero, delle altre discipline abbiamo già detto e ci scusiamo se non le abbiamo citate tutte nonostante le soddisfazioni che hanno regalato a noi sportivi e non perché durante le olimpiadi anche chi non si è mai appassionato alla sport, qualsiasi sport, si ritrova tifoso sfegatato dei vari rappresentanti la nostra bandiera.

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È quello che è successo con Marcell Jacobs divenuto nel giro di pochi secondi, perché tanto dura una sua gara, il personaggio olimpico da prima pagina in Italia e in tutto il mondo. Vincitore dei 100 metri prima e della staffetta 4 x 100 dopo, correndo con Lorenzo Patta, Eseosa Fostino, detto, Fausto, Desalu e Filippo Tortu. La cosa che, sicuramente, d’ora in avanti non ci stupirà più, o sempre meno, è che sia Jacobs che Desalu sono due ragazzi di colore, il primo di origini americane figlio di un’italiana è un americano, nato negli Stati Uniti e poi trasferitosi in Italia con la mamma e l’altro nato in Italia da genitori nigeriani. Grazie anche a questa insolita, per noi, situazione è stato più bello vincere.



Sarà che le vittorie inattese ti danno una sensazione diversa, non migliore o maggiore ma diversa, quest’anno di queste sensazioni ne abbiamo vissuta un’altra con i Maneskin, una Rock Band che dopo aver vinto il Festival di San Remo è andato a vincere l’Eurovision Song Contest a Rotterdam, in Olanda, nel mese di maggio. Damiano David, voce principale, Victoria De Angelis, chitarra basso, Ethan Torchio, batteria, Thomas Raggi, chitarra, anche loro hanno voluto dare un tocco di internazionalità al gruppo chiamandolo “Maneskin” in omaggio alle origini danesi della componente femminile del gruppo omaggiandola di una definizione in lingua italiana di quel termine che richiama sonorità eccellenti e vincenti “Chiaro di Luna”. Bellissime sorprese alle quali vorremmo fare l’abitudine.



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