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L’autunno 2021 segna l’inizio di un’imprevista crisi energetica che sta mettendo a dura prova l’economia dell’Europa, con aumenti vertiginosi di bollette e carburanti. La bolletta elettrica ha visto in un anno in Italia un aumento di circa 40 miliardi di euro e dopo il primo intervento statale da 3,5 miliardi per aiutare famiglie e microimprese il governo potrebbe stanziare un altro miliardo per attutire i rincari. Ma potrebbe non essere sufficiente ad azzerare nuovamente gli oneri di sistema.

Il quadro attuale della crisi energetica in Italia

Un quadro allarmante per l’economia delle famiglie italiane che con il caro-bolletta subiscono le conseguenze delle tensioni sui prezzi delle materie prime, innanzitutto del gas. L’intervento del Governo, però, non è bastato per impedire un rincaro record del 29,8% per la luce e del 14,4% per il gas. E si preannuncia nessun calo dei prezzi dell’energia, anzi le oscillazioni potrebbero portare a ulteriori aumenti prevedendo i primi cali solo da aprile 2022. “I dati disponibili confermano la tendenza a ulteriori rialzi dei prezzi almeno fino alla fine dell’inverno. Arera, l’autorithy del settore, conferma il trend del rialzo dei prezzi energetici prevedendo i primi cali solo da aprile.

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Quando usciremo dalla crisi energetica?

“I dati disponibili confermano la tendenza a ulteriori rialzi dei prezzi dell’energia nell’immediato futuro; inoltre, le previsioni di medio periodo lasciano, ad oggi, intravedere un processo ancora lento di riallineamento verso prezzi più bassi, con prezzi del gas naturale superiori ai 40 Eur/MWh per tutto il 2022, per poi scendere verso i 30Eur/MWh solo nel 2023”. E’ quanto ha detto il presidente di Arera, Stefano Besseghini. Per la luce nel 2021 la spesa annuale per la famiglia-tipo sarà di circa 631 euro, con una variazione del +30% rispetto al 2020 (corrispondente ad un aumento di circa 145 euro su base annua) mentre la spesa annuale della famiglia-tipo per la bolletta gas nel 2021 sarà di circa 1.130 euro, con una variazione del +15% circa rispetto al 2020 (corrispondente ad un aumento di circa 155 euro su base annua).

Cosa sta facendo il Governo per uscire dalla crisi energetica?

Gli oltre 3 miliardi di euro stanziati dal Governo con il Decreto-Legge 27 settembre 2021, n. 130 sono stati destinati al contenimento della bolletta delle famiglie e delle microimprese, allocando 2,5 miliardi di euro all’azzeramento degli oneri generali di sistema per il prossimo trimestre e 500 milioni circa al potenziamento dei bonus. A questo si è aggiunta una riduzione al 5% dell’Iva per le bollette gas. Gli aumenti, a livello internazionale, sono legati al trend di forte crescita delle quotazioni delle principali materie prime energetiche; in particolare, i prezzi europei del gas sono cresciuti di oltre l’80% nel terzo trimestre del 2021 rispetto al secondo, con picchi nei mercati all’ingrosso di oltre 70 €/ MWh nella seconda metà di settembre (contro i circa 20 €/MWh di inizio anno). Prezzi correlati anche al prezzo della CO2 che, dalla fine del mese di agosto di quest’anno, si è attestato oltre i 60 €/tCO2.

Il confronto con il passato e le speranze per il futuro

A titolo di confronto, si pensi che nel mese di settembre del 2020 la CO2 valeva circa 28 €/tCO2. Nel confronto con il secondo trimestre del 2021, il prezzo medio rilevato nel terzo trimestre è risultato in aumento del 13% circa. Ad attutire il contraccolpo di questa crisi è stato l’entrata a regime di “Tap” (Trans Adriatic Pipeline), terminato a fine 2020 che collega la Puglia con l’Azerbaijan. Il gasdotto vale infatti fino al 10 per cento delle forniture italiane di gas naturale. Il Tap è lungo 878 km e ha una portata massima di 20 miliardi di metri cubi di gas sulla costa di Melendugno (Lecce), dove l’infrastruttura arriva in Italia correndo 15 metri sotto il suolo. L’ingresso di Tap nel mercato ha rappresentato una nuova fonte di approvigionamento di gas per l’Italia e per l’Europa. Da gennaio a ottobre il Tap ha importato in Italia 4,6 miliardi di metri cubi di gas. Un altro miliardo ha già passato il confine greco-turco ed è pronto ad arrivare sul territorio.

A cura di Matteo Palumbo
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